Progetto Policoro

Progetto Policoro Puglia – SALENTO

 

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Il Progetto Policoro è stato promosso nel 1995 dalla Conferenza Episcopale Italiana, tramite la collaborazione di tre Uffici: l’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e del Lavoro, il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile e dalla Caritas Italiana. Esso ha mosso i suoi primi passi partendo dalla riflessione sull’icona biblica (At 3,1-10) “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina !”. Esso si prefigge di:

  • offrire alle comunità cristiane nuove opportunità per affrontare la piaga della disoccupazione giovanile in una prospettiva di evangelizzazione e di promozione umana;
  • stimolare le aggregazioni ecclesiali laicali a lavorare “in rete” in un’ottica di sinergia e collaborazione reciproca;
  • aiutare le Chiese, anche di regioni diverse, ad interagire tra di loro in uno spirito di solidarietà e reciprocità.

 

In questi dieci anni si sono realizzate molte iniziative e prodotti numerosi gesti concreti:

  • avvio di progetti formativi per giovani ed adulti;
  • avvio di nuove imprese, in forma individuale e  cooperativa;
  • creazione delle filiere dell’evangelizzazione e della formazione, per aggregare le diverse esperienze laicali ed abituarle a lavorare insieme.

 

Molto importante e significativo si sta rivelando lo sviluppo dei rapporti di reciprocità fra le Chiese del Sud e quelle del Nord, nella prospettiva delineata dal Documento della Chiesa italiana sul Mezzogiorno del 1989 (“Chiesa Italiana e Mezzogiorno”), secondo cui il nostro Paese non potrà che crescere insieme, non secondo perverso meccanismo delle “due velocità”, infatti “La comunione, generata dal Vangelo della carità, non può essere circoscritta entro l’ambito di ciascuna Chiesa particolare. Dobbiamo intensificare anche la comunicazione e lo scambio dei doni tra le Chiese, a cominciare dalle nostre in Italia. Particolarmente urgente si fa oggi la cooperazione tra il Nord e il Sud d’Italia, in modo che la comunione ecclesiale sia fermento di solidarietà sociale e di unità nazionale. A Palermo abbiamo avuto una percezione più viva della grande tradizione culturale del Mezzogiorno e della perdurante vitalità di importanti valori, quali il senso religioso, il senso della famiglia, dell’amicizia, dell’ospitalità. Purtroppo abbiamo udito anche il dolore e la protesta contro mali intollerabili, quali l’inefficienza politica e amministrativa, il ritardo produttivo, il dramma della disoccupazione giovanile, il peso della criminalità organizzata. Mentre auspichiamo una nuova stagione di intelligente e operosa solidarietà, avvertiamo la verità e l’attualità del monito che già da tempo noi Vescovi abbiamo formulato: «Il Paese non crescerà se non insieme.»[1].”


Questa crescita comune, secondo le indicazioni dei tre Uffici, potrà avvenire se si moltiplicano le esperienze di:

  • messa in comune di esperienze e metodologie per affrontare le problematiche del mondo del lavoro giovanile, comprendendo in questo i modelli cooperativistici e di nuova imprenditorialità;
  • scambio sul piano delle iniziative di evangelizzazione del mondo giovanile e del lavoro, facilitando l’incontro fra giovani provenienti dai diversi contesti territoriali, cominciando a superare i meccanismi perversi dell’incomunicabilità.

 

Tutto partendo dal presupposto della reciprocità, che vuol dire mettere in moto un meccanismo dove ambedue le parti sentono l’esigenza di arricchirsi e crescere con il confronto fra le esperienze.

 


[1] Consiglio Episcopale Permanente della CEI, La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, 8.